LVII

By Luigi Da Porto

Luna, ch'or sei Proserpina, or Dïana,

Or hai ritonda, et or cornuta forma,

E dal ciel splendi, mentr'io seguo l'orma

Di chi m'è tanto et a pietà lontana,

Con la tua luce ogni mio duol risana,

E di pensier' più lieti il cor informa:

Così nel seno Endimïon ti dorma,

E la strada di Dite ti sia piana.

Ne le tue selve e ne' sacrati campi

Greggia non entri; e vi sian fere et erbe,

E fonti, e fiori, e frutti, et aure, et ombre.

Il sol nel tuo bel volto più non stampi

Quel de la terra, ma sì chiaro il serbe,

Che nebbia o incontro suo mai non l'adombre.