LVIII (62)

By Luca Contile

Nutro la mente di sì nobil pasto

ch'io dico: vita alcuna non s'acqueta

né per fortuna amica o per pianeta,

né per arte ch'a l'ozio fa contrasto.

Non ha cor degno, non ha pensier casto,

un'ora de' suoi dì non ha mai lieta,

chi di pensare a la sua mente vieta

in Dio pien di bontà, fuor d'ogni fasto.

Ah, quante belle lode, ah, quanti frutti

gustaria questa vita e l'altra ancora,

s'in quel pensasse ond'ogni mai si perde.

Lasciamo il riso amar per dolci lutti,

pria che la certa morte e l'incerta ora

secchino a nostra speme il fior del verde.