LVIII. PER LE NOZZE RONDINELLI–GNUDI.

By Vincenzo Monti

Che fai, santo Imeneo, che pei sereni

Spazi dell'aria a noi tosto non scendi?

Tu i solleciti amanti ardi; tu prendi

Le ritrose fanciulle e le incateni.

Vieni, cara d'amor speme, deh vieni;

E del tuo foco il garzon vago accendi.

Ma in rimirar la gentil sposa attendi

Che a te non vinca e prigionier non meni;

Chè simil fiamma e così fiero e tanto

D'amore incendio altra giammai non mosse,

Come costei ch il mondo arder potrebbe:

Nè apparve tal colei che doglia e pianto

Alle dardanie spose un giorno accrebbe,

Benchè nata di Giove ella già fosse.