LVIII

By Agnolo Firenzuola

Mentre il tuo bello aprile

Verdeggia, o Filardeo, deh porgi fuore

Del giardin del tuo ingegno alcun bel fiore.

Senti la saggia, che t'avolse il velo

Al bello spirto, com'ognor t'invita,

Anzi t'insegna; e quella Verdespina,

Che venne in terra a dar saggio del cielo,

Tutta di fresche rose colorita,

Che ti dice: – O german, meco camina

Al bel Parnaso, inanzi che i molti anni

Pien di noie e d'affanni

Ne turin de la gloria il dolce calle;

O ti voltin le spalle

Le belle Driade, come cosa vile.

Vedi il miser Silvan, ch'or vecchio e povero,

Privo del lume di sua chiara stella,

Senza profitto alcun, ma con rimprovero

E di questa e di quella

Cruda Selvaggia e fella,

Anzi d'Amor rubella,

Stampa le scorze or d'un faggio or d'un rovero

Col rozzo suo mal impiegato stile.