LVIII

By Domenico di Giovanni

Nencio, con mona Ciola, e mona Lapa,

Macometto, Proserpina, ed Astolfo

Tornando dal Caureno a mezzo il golfo

Ripreson due carote, ed una rapa.

Disse Macrobio, serbianle pel Papa;

Ma domandianne a maestro Ridolfo,

Che consigliò il signor Messer Pandolfo,

Che mangiasse l'Aringhe con la sapa.

Avicenna, Ippocraffo, e Galieno

Udendo la sottil vera ricetta,

Disson, modicum bibas nondimeno.

E 'l falciator ci mandò il fieno in fretta,

Lasciarono il segare in un baleno

Al suon della parola maladetta.

Così senza trombetta,

Levaro il campo alla Febea lucerna

Andandosi a chiarire alla taverna.