LVIII

By Giovanni Della Casa

Signor mio caro, il mondo avaro e stolto

in procurar pur nobiltade e oro

fatto è mendico e vile, e 'l bel tesoro

di gentilezza unito ha sparso e sciolto.

Già fu valore e chiaro sangue accolto

inseme, e cortesia; or è tra loro

discordia tal, ch'io ne sospiro e ploro,

secol mirando in tanto errore avolto.

E perché in te dal sangue non discorda

virtute, a te, Cristoforo, mi vòlgo,

che mi soccorra al maggior uopo mio;

e sì porterai tu Cristo oltra il rio

di caritate, colà dove il volgo

cieco portarlo più non si ricorda.