LVIII

By Giovanni Prati

Dopo il naufragio le reliquie orrende

restituisce al lido il mar dell´acque:

ma il mar degli anni, aimè, nulla a me rende

di ciò ch´è naufragato e un dì mi piacque.

E a quando a quando se nel cor mi scende

qualche segno o sospir di ciò che giacque,

è alato venticel, lume che fende

la densa notte, melodia che tacque.

O mar degli anni, un giorno io dal tuo grembo

trassi perla o corallo, e sul tuo flutto

varcai da re senza timor del nembo.

Or misuro la sabbia a passi tardi;

e, pellegrin dal mondo e stranio a tutto,

son d´un naufrago l´ombra a chi mi guardi.