LVIII
Amor tenuto m'ha di tempo in tempo
sotto false promesse lunghe e vane,
tanto ch'io son dell'aspettar già stanco
e di sua falsi inganni oramai certo;
ché della lunga mia aspra fatica
dolor è il prezzo, e vergogna, ira e sdegno.
E quel che più accresce ogni mio sdegno
è ch'io ho perso il mio giovenil tempo,
né mel può racquistar prezzo o fatica.
Or nostre voluntà quanto sien vane,
se già ne dubitai, or ne son certo,
e per troppo provarle afflitto e stanco.
Non che altro, del pensar io son già stanco,
e son venuto a me medesmo a sdegno,
stando del bene in dubbio e del mal certo;
ma la vendetta di chi perde il tempo
è il pentimento, e delle imprese vane;
vergogna è il frutto poi d'ogni fatica.
Vana è ogni mortal nostra fatica;
ma chi in seguire Amor non è mai stanco,
tirato da lusinghe false e vane,
e, come triste, ha l'altre cose a sdegno,
più che alcun altro perde l'opra e 'l tempo
e è in error più manifesto e certo.
S'io fussi stato, sì com'or son, certo
quanto si spende invan ogni fatica
seguendo Amore, e quanto è perso il tempo,
forse alla impresa pria mi sarei stanco;
ma io ho i lacci e le catene a sdegno
or, quando a sciôrmi l'opere son vane.
Le nostre passion' quanto sien vane,
quanto il pianto e 'l dolore è fermo e certo,
e quanto invano ogni mortale sdegno,
quanto è perduta ogni umana fatica,
mostra quel che a fuggir mai non è stanco,
che ogni cosa ne porta e fura il tempo.
Passa via il tempo, e le mie opre vane
conoscer fammi, e ch'io son chiaro e certo
di mia fatica e me medesmo ho a sdegno.