LVIII

By Luigi Da Porto

Del più bel corpo, e da la più degn'alma

Abbandonato, che mai fosse al mondo,

Qui, morte acerba, fai giacere il pondo,

A basso sasso, oimè, troppo alta salma.

Cieca crudel, che al fin di tutto hai palma,

Perché menando la tua falce a tondo

Lasciato hai mille stecchi, e tronca in fondo

Posta la più elevata e verde palma?

Pianga il mondo ignorante e la natura,

Pianga Amore e vertù, che è senza nido;

E goda questa pietra, e goda il cielo:

Poscia che l'uno tien l'anima pura

De la donna gentil, per cui sospiro;

L'altra rinchiude il suo leggiadro velo.