LVIII

By Auteur inconnu

Donne, chi lieta si truova,

a pietà di noi si muova.

Contemplate questi panni,

quanto son di gran dolore!

No’ siàn pur tenere d’anni,

e abbiàn giovin il core,

molestate dall’amore

che ci scalda, anco ci strugge;

l’onestà il piacer fugge,

il dolor sempre rinnuova.

Quanto è duro a sopportare

giovinezza mal contenta;

nulla vale ogni ben fare

che per forza altri consenta;

l’appetito ci tormenta

di discreder la natura,

e l’è cosa troppo dura

far per forza di sé pruova.

No’ vegnàn diliberate

per aiuto e per consiglio:

vorrem esser maritate

perché siamo in gran periglio;

non possiamo alzar il ciglio,

e pur siam di carne e d’ossa:

se se ne truova una grossa,

biasimarla a ognun giova.

Quel che si vede palese

mal si può altrui celare;

chi del suo non è cortese,

quel d’altrui non può toccare;

dura cosa è l’aspettare,

e chi non pruova, non crede;

chi è savia, abbia merzede,

e a pietà di noi si muova.