LX

By Francesco Beccuti

Guardando Giove dal balcon celeste

la spaziosa terra e 'l mar profondo,

fermò in Alessi gli occhi e disse: — Al mondo

sì bella è adunque una terrena veste?

Vaghezze in ciel non son simili a queste;

Ganimede a costui bene è secondo:

siate, a portarmi al bel viso giocondo,

piume, via più che l'altra volta preste. —

E, nuova aquila fatto, a lui sofferse:

ma vicine ai begli occhi arser le penne,

e, per fuggir quel grave incendio a tempo,

d'ambrosia il volto, onde uscia 'l foco, asperse:

quindi 'l bel viso un non so che ritenne

sacro e divin che non soggiace al tempo.