LX

By Giacomo Lubrano

Da l'Erebo scoppiò Mostro dannato,

chi a man di Furie architettò le Mine:

e in sen di sotterranee rovine

offrì spaventi sconosciuti al Fato.

Mancan forse di Morte al corso usato

ben cento vie d'incenerarci al fine,

se l'Arte in proditorie fucine

non apre novi varchi a l'odio armato?

Vesuvii passaggieri, Etne volanti

cangiano in fuoco l'aria a vol di Bombe,

e fan tremare il Ciel bronzi tonanti.

Né basta ciò per infiammar le trombe:

ecco rende ad un lampo in pochi istanti

sorda polve meccaniche le Tombe.