LX

By Ludovico Leporeo

Quest'angui, che nel verno esangui e cassi

Di vigor, dal rigor giaceano oppressi,

In catadupi e scogli e rupi messi,

Da Borea ascosi in luoghi ombrosi e bassi,

Ne la stagion che 'l giel crudel disfassi,

E Flora ne rinfiora i prati in essi,

Miri con giri, attortigliati amplessi

Lasciar la scorza a forza in aspri sassi.

Ma mentre a l'aura caura raddolcissi

Ogni piaggia selvaggia e rinovossi,

Di nuove foglie e spoglie rinvestissi,

Voi quai serpi tra sterpi siete scossi,

Rinovati gelati, e invigorissi

Vostra virtù, che più gelar non possi.