LX
Deh, maestri, con fervore,
riparate al nostro omore!
Risguardate ’l segno prima,
per conoscere ’l difetto;
dello spender fate stima,
ché ’l facciáno per un diletto;
fate pur questo concetto:
di levarci ogni dolore.
Non troviàn pace in gnun loco,
ci combatte la paura,
nelle reni abbiàno un foco
che ci offende oltr’a misura,
e abbiànci per natura
sempre drento un pizzicore.
Questo segno appunto dice
donde viene ’l mancamento:
per difetto di matrice
che patisce detrimento;
vi faréno a compimento
un’unzione che ma ’l migliore.
Per aiuto e buon consiglio
s’è ciascuna al venir mossa:
se si può sanza periglio,
no’ siàn pur di carne e ossa;
se se ne truova una grossa,
se ne fa un gran romore.
Un pericol grande è ’l vostro,
è di questo ognun n’è chiaro:
metterén lo ’ngegno nostro
tutto ’n voi, avendol caro,
driet’a voi col buon riparo
no’ andréno pel nostro onore.
Per freddare le rene tosto,
fate di tener nel letto,
un bellico sopra posto,
uno stomaco sul petto:
la natura per diletto
purgherassi d’ogni umore.
Fate a modo di costoro,
se vi fanno quell’unzione:
vi darà altro ristoro
ch’una zucca o un mellone;
le mandavon al treccone
a ognora a comperarne:
se si può far con la carne,
ell’ha pure altro sapore.