LXI

By Giacomo Lubrano

Napoli fu non è. La pompa altera

de le glorie già sue si volse in duolo.

Busto e tomba di sé, su 'l nudo suolo

pianger si può, ma non veder qual era.

Con aereo velen la Morte arciera

omicide sbalzò le Parche a volo;

e di Grandi e Plebei recisi a stuolo,

l'insepolto carname i Cieli annera.

Son macelli i Palagi, urne le sponde

del bel Sebeto; e sospirando stassi,

d'orride straggi insanguinato l'onde.

Passaggier, bagna i lumi, affretta i passi,

fuggi, ché di spavento ombre feconde

spira la Morte ancor viva ne' sassi!