LXI

By Giovanni Prati

Tinto è di rosa il ciel: vedi, o Lucia,

nascere quel falcato astro d´argento?

uscir da le grand´ombre un vago accento

non odi tu, senza saper che sia?

qualche sospir, qualche memoria pia

non consegni tu pur, tacita, al vento?

Delle cose infinite il sentimento

più profondo è in quest´ora, o donna mia.

Noi di là da quell´astro e sopra quelle

nubi rosate, come qua, d´un nodo

sarem congiunti un dì, santa compagna.

Morte a la gloria delle cose belle

conduce noi. Non ci dolghiam del modo,

né qual sia che di noi vada o rimagna.