LXI

By Giuseppe Parini

Nencia, ti mando questo mio sonetto,

per narrarti uno strano pensieraccio

che m'è venuto d'impiccarmi a un laccio,

per amor dell'amore maladetto.

Io te lo dico spiattellato e schietto:

se non mi togli fuor da questo impaccio,

dentro un calappio la mia testa caccio,

e ti fo quel bel gioco netto netto.

Gnaffe tel dico, ve', Nencia, e tu 'l sai:

mentre son vivo, non vuoi farmi lieto,

e dopo morto tu mi cercherai.

Ma s'io tiro alla fin l'ultimo peto,

non varratti il picchiare, oppur potrai

picchiarmi allora all'usciolin di dreto.