LXI

By Lorenzo de' Medici

Io piansi un tempo, come volle Amore,

la tardità delle promesse sue,

e quel che interveniva ambo noi due,

a me del danno, a lui del suo onore.

Or piango, come vuole il mio errore,

ché 'l tempo fugge per non tornar piùe,

e veggo esser non può quel che già fue:

or questo è quel ch'ancide e strugge il core.

Tanto è il nuovo dolor maggior che 'l primo,

quanto quello avea pur qualche speranza:

questo non ha se non pentirsi invano.

Così il mio error fra me misuro e stimo,

e piango (e questo pianto ogni altro avanza)

la condizion del viver nostro umano.