LXII

By Lorenzo de' Medici

Que' dolci primi miei pensieri, onde io

nutriva il cor ne' suoi più grevi danni,

ritornar sento, e le prime arti e inganni,

e 'l dolce aspro disio, suave e rio.

Lasso, quant'era folle il creder mio!,

che per maggior' pensieri e per più anni

credea fuggir dagli amorosi affanni,

non conoscendo bene il mio disio!

Ma, come fera in qualche oscuro bosco

crede fuggire, e corre alla sua morte,

sendo ferita dallo stral col tosco,

così credea fuggir correndo forte

all'incognito male: or, s'io il conosco,

lieto consento alla mia dura sorte.