LXIII (67)

By Luca Contile

Quando il cor nostro, Vendramini, alberga

in Dio, mercè de Dio, con Dio si pose,

che ruggin mai, né bruco mai non rose

tesor del ciel, né fia ch'indi il disperga.

Ma s'a noi piace che non sempre alto erga

nostro santo desio, cui poco odiose

sono l'umane ed imperfette cose,

almen nel più simile a Dio s'immerga,

ch'a lui molto è conforme la vertute

de l'amicizia, ond'io lieto mi reggio

e vivo ne l'ardor di tanto essempio.

Così fra questa e quell'altra salute

la schiera de' pensier godersi veggio

e d'alta e bassa pace mi riempio.