LXIII. ALL'ITALIA.

By Vincenzo Monti

L'ira di Dio su te mormora e rugge,

O Italia, o donna sonnolenta ed orba:

Sanguigno il sole le fresche aure adugge,

L'aure che il lezzo di tue colpe ammorba:

D'Etna e Vesuvio la vorago mugge,

Fiamma eruttando procellosa e torba:

E sotto i piedi il suol traballa e fugge,

E par che intere le cittadi assorba.

E se l'alta di Pio vigil pietade

Scudo non fosse a tua cervice infida

Contra l'atre del ciel sonanti frecce,

Vedova ti vedrei per le contrade

Plorar sui figli e l'etra empier di strida,

Lorda il petto di piaghe, arsa le trecce.