LXIII

By Francesco Beccuti

Perché, se voi non men chiaro o men bello

l'ingegno avete che leggiadro il volto,

con l'orgoglio vi fate al ciel rubello,

c'ha per voi de le grazie il grembo sciolto?

S'io de la vostra con Amor favello

tanta alterezza, mille biasmi ascolto:

deh, non vogliate, oimè! serpe sì fello

ritener più tra sì bei fiori involto.

La vaga fama, a cui dietro ognun corre,

altro non è che de le lingue un suono;

esse dar ponno altrui l'onore e tòrre:

l'umanitade a l'uomo è proprio dono;

ciascuno l'ama e 'l suo contrario abborre,

e val più che ricchezza un nome buono.