LXIII
Non mandate sonetti, ma prugnoli,
cacasangue vi venga a tutti quanti;
qualche buon pesce per questi dì santi
e poi capi di latte negli orciuoli.
Se non altro, de' talli di vivuoli
sappiam che siate spasimati amanti
e per amor vivete in doglia e 'n pianti
e fate versi come lusignuoli.
Ma noi del sospirare e del lamento
non ci pasciam né ne pigliam diletto,
però che l'uno è acqua e l'altro è vento.
Poi, quando vogliam leggere un sonetto,
il Petrarca e 'l Burchiel n'han più di cento,
che ragionan d'amore e di dispetto.
Concludendo, in effetto
che noi farem la vita alla divisa,
se noi stiamo a Firenze e voi a Pisa.