LXIII

By Iacopo Sannazaro

Ahi letizia fugace, ahi sonno leve,

che mi dai gioia e pena in un momento,

come le mie speranze hai sparte al vento,

e fatto ogni mia gloria al sol di neve!

Lasso, il mio viver fia noioso e greve,

sì profondo dolor ne l'alma sento;

c'al mondo or non sarebbe uom sì contento,

se non fosse il mio ben stato sì breve.

Felice Endimion, che la sua diva,

sognando, sì gran tempo in braccio tenne,

e più, se al destar poi non gli fu schiva!

Ché se d'un'ombra incerta e fuggitiva

tal dolcezza in un punto al cor mi venne,

qual sarebbe ora averla vera e viva?