LXIII.

By Luigi Tansillo

Passano i lieti dì, come baleni,

E da mane precipitano a sera;

E tanto l'alma amareggiata e nera

Lascian, quanto essi fur dolci e sereni.

I tristi movon lenti; e mille freni

Han l'ore, che gli adducon dove assera:

Par che il motor della seconda sfera

Sproni quelli, e Saturno questi affreni.

Mentre i begli occhi, ove t'annidi e veli,

Amor, sin qui godea da presso, lievi

Correano quasi a gara il dì e la notte.

Or, ch'io piango lontan, le rote rotte

Son d'ambo i carri; né la state brevi

Fa le sue lune, né la bruma i soli.