LXIII

By Rosello Roselli

Io veggio Morte ch'a nisciun perdona

e che 'l tempo ci togli ognor la vita

e che, quanto più vivo, più espedita

trovo la via, ch'a Morte ci sperona.

E so che quando Amore omo imprigiona,

el servo non può far da lui partita;

e, se prima non salda la ferita,

di spregionarsi invano si ragiona.

E cognosco el mio male e la gran pena

e che di me si dice quel ch'om vole

e che m'è poco onore esser suggetto.

Ma chi può contra el cielo? Io non ho lena

d'aitarmi da lui, e sotto il sole

non fu né serà mai chi sia perfetto.