LXIII

By Agnolo Firenzuola

Deh come pregno era il mio primo adiaccio

Ben già di mille onori,

Poi che sì avaccio egli ha gittato fuori

Così bel sciame di nuovi pastori!

Così di Grecia uscìo Marsilia, e Flora

Fiorìo, mercé di Roma;

Così mille colonie empiero il mondo

Di bel seme e fecondo;

Così Enea, così Antenòr s'adora,

Così Tiburto inghirlandò la chioma.

Deh come dunque il primo adiaccio gode,

Ricco di mille lode,

E dice al suo Bisenzio: – Ecco i miei frutti:

Come son dolci tutti,

E come il sol gli ha maturati avaccio!