LXIV

By Berardino Rota

Non sono io quel che più de gli occhi miei,

più del cor t’hebbi cara? Quel che vissi

per viver solo a te, che piansi e scrissi

te viva e spenta, e dirne oltra vorrei?

Perché dunque di te sì scarsa sei,

né torni in sonno a rischiarar gli abissi

del viver mio? Già ten pregai, tel dissi

quando salisti al regno de li dei.

E se torni talhor, perché mi dici

«Io son pur morta, e tu non credi al vero»

acciò né men col falso io mi console?

A che dunque, per un ch’è solo e vero

mostro di sconsolati e d’infelici,

a che più sorgi, a che riluci, o sole?