LXIV

By Domenico di Giovanni

Il sesto dì quattordici d'Arezzo

Sul pian di terza, che Mugnon sonava

Sentì le Pialle, che ciascuna ansava,

Perché 'l Bisesto fusse più da sezzo,

Ma se Levante fusse un poco avvezzo,

Come fra gli Spezial si ragionava,

Io credo, che l'Agliata se ne andava

In tre quattrini, essendo il bagno mezzo.

Quanti consigli, con quanti Alchimisti

Fur fatti tra Vezzano, e 'l Campanile?

Perché Tredozio canti il Dirupisti.

Essi conchiuso per legge civile,

Che gli Ovannotti dal Pozzo a San Sisti

Portino a Roma tutte le barile.

Perché nel buon covile

Si ghiribizzan cose esterminate,

Però ne son le fave rincarate.