LXIV

By Giacomo Lubrano

De l'Appulo terren reptile Maga,

picciola Erinni in velenosi umori,

onde apprendesti ad eternar la piaga,

viva al ferire, e postuma a i dolori?

Mordi insieme, e tradisci: e pur non paga

di tesser bave, e vomitar malori,

fai che di novi spasimi presaga

bolla la prima punta, a i Sirii ardori.

Non è sì crudo il Ciel: l'ire frementi

smorza in un colpo sol, benché saetti;

e i fulmini ad un tuon cadono spenti.

O di strega Natura empii dispetti!

Pien di più strali a funestar viventi

rinova il tosco un atomo d'Insetti.