LXIV

By Giovan Battista Nicolucci

Aura che spiri in quella parte, in quella

che tien di me la miglior parte in forza,

penetrandomi al core o soffia e ammorza

(ma borea nol faria) l'empia facella,

o, quel ch'esser più può, fa che si svella

il poco di vigor ch'ho ne la scorza,

e, portandolo a lei, l'alma sua sforza

tal che pietosa sia non men che bella.

I nostri spirti in un col tuo contempra,

e unisce e uguaglia e ferma sì l'affetto

ch'ambidue regga una medesma tempra,

ma, se desperi il fin di questo effetto,

infiammati a l'ardor che mi distempra,

e il foco mio spingi al suo freddo petto.