LXIV

By Giovanni Boccaccio

Colui per cui, Misen, primieramente

foste nomato, cui cenere ancora

sparte nella tua terra fan dimora

e faran, credo, perpetualmente,

facea trombando inanimar la gente

e ad arme e a guerra, d'ora in ora,

e de' legni d'Enea di poppa in prora

batter il mar co' remi virilmente.

Ma tu di pace e d'amor e di gioia

sei fatto grembo e dilettoso seno,

degno d'eterno nome e di memoria.

Ben lo so io, ch'in te ogni mia noia

lasciai, e femmi d'allegrezza pieno

colui ch'è sire e re d'ogni mia gloria.