LXIV

By Ludovico Leporeo

Milla, ritorno a rivederti lieto,

Ma non già qual fui pria da te gradito:

Riconosco il tuo sguardo insospettito,

Ond'io m'intimorisco e m'inquieto.

Sento di gelosia tartarea il fieto

Che t'ha del suo malore il core empito:

Sgombra il velen dal sen inaspidito,

E scancella di morte il mio decreto.

Langue il mio core essangue, e stassi immoto,

Fatto qual Batto irrigidito e muto,

Ché da te vita attende e prende il moto.

Ahi non foss'io costì più rivenuto,

Colmo d'agrezza, e di dolcezza vuoto;

Converso fossi in serpe, in sterpe, in bruto!