LXIV

By Luigi Da Porto

Donna, che il gentil cor del fratel mio

Portaste in grembo, mentre piacque al cielo,

E dentro al vostro sen, sotto il bel velo,

Albergaste il pensier suo fido e pio,

Siate mesta compagna al dolor mio,

Ch'io provo per sua morte e che mal celo,

Se quel foco d'amor or non è gelo,

Per cui mostraste aver di lui desio.

Non incresca al bel vostro altero volto,

Il quale egli adorò mentre che visse,

Esser da giuste lagrime rigato;

Ché un sospir vostro a lui sarà più grato

Che mille altrui, e fia per merto accolto

Di quanto egli per voi mai fece o disse.