LXIX. PER NOZZE ILLUSTRI.
Su l'odorato talamo
Ch'or la tua mano infiora,
Odi, o figliuol di Venere,
Odi il mio canto ancora.
È ver che, punta l'anima
D'acerbe cure ingrate,
Versi d'amor mal tentano
Le corde abbandonate;
Che in queste soglie, ov'arbitro
Solo il piacer s'aggira,
Di vate melanconico
Muta esser dee la lira:
Pur s'io qua vengo, indebito
Non vengo; e dea mi move,
Che più mi val d'Apolline,
Che più mi val di Giove.
Tacciasi il nome, e chiudalo
Fedel rispetto in core:
Il volgo non intendemi:
Ma tu m'intendi, Amore.
Dunque sul casto talamo
Ch'or la tua mano infiora,
Odi, o figliuol di Venere,
Odi il mio canto ancora.
Son più soavi e amabili
Certo le tue catene,
Se ad infiorar le vengono
Le rose d'Ippocrene.
Rammenta, o nume, i cantici
Che per tua man guidate
Sciolser le Muse, e pronube
Premean le coltri aurate;
Quando il figliuol d'Agenore
Vergin vezzosa e bella
Strinse in divin connubio
La bionda tua sorella:
E tu godevi il candido
Cinto snodar frattanto,
E sorridendo tergere
Alla ritrosa il pianto.
Deh vieni, Amor. Licoride
Non è men bella, il sai:
Men dolci al cor non passano
Di sue pupille i rai.
O il piè danzando movasi,
Il piè che l'aure imita,
O sulle corde musiche
Scorron le rosee dita;
Mille sospir si svegliano,
E vedi allor conquiso
Il cor negli occhi ascendere
E favellar sul viso.
Ed altre sponde, o barbaro,
Beltà sì rara avranno?
E noi dovrem qui piangere
De' tuoi decreti il danno?
Forse un bel cor qui máncati,
Che per sì caro oggetto
Ha caldo ancor di palpiti
E di sospiri il petto?
Tra i figli ancor di Romolo
Forse virtù non vive?
Forse men bello è il Tevere
Delle sebezie rive?
Stolto fanciul fantastico,
Nume tiranno, ingrato!
Che dissi? O dio! perdonami
L'accento sconsigliato.
Sì spesso astretto a gemere
De' torti tuoi son io,
Che trasformata in biasimo
La pronta lode uscìo.
Oh! da colei che spinsemi
Devoto a farti omaggio,
Oh! per pietà non sappiasi
L'involontario oltraggio.
Se chiederà qual ebbero
Suoi cenni adempimento,
Qual per la sua Licoride
Spiegai l'ascrèo concento;
Dille che troppo è debole
Per sì leggiadro segno
Una dolente cetera
Un travagliato ingegno.