LXIX

By Berardino Rota

Tre lustri a punto, un anno e cinque mesi

hoggi chiuder vegg’io (nè già ’l vorrei

ohimé veder) che nel bel nodo sei

unita meco, e ch’io mi strinsi e presi,

e ch’io nel sol di duo begli occhi accesi,

per far cenere poi, gli spirti miei;

ch’a te sol tutt’i giorni e buoni e rei

diedi, né mai pur col pensier t’offesi.

E giuro anchor, se mille lustri e mille

viver potessi, che doppiando i guai

doppierà il foco e doppierà la fede.

Caro mio tempo, or quando aura o faville

sparver sì tosto? E da qui inanzi havrai

per mio mal tronche l’ali e zoppo il piede.