LXIX

By Bernardo Pulci

Quante vaghe parole e quanti risi,

quanti vezzosi sguardi e lieti passi

i' l'ho veduto fare, e quanti sassi

calcati già da lei si son divisi!

Le rose, le vïole e' fioralisi

di grazia arebbon sol che gli toccassi;

l'erbe, le fronde ancor che le guardassi

con quei begli occhi suoi, due paradisi.

Quanti varî uselletti ed animali

lascion le selve per veder sua fronte

cantando, e chi latrando per letizia!

Né riman ninfa in selva, in campo, in fonte,

né in ciel nissun di quei sacri immortali,

per venire a veder tanta milizia.