LXIX

By Giovanni Prati

Quest´è principio di giornate infide:

freddo mugola il vento a ritta e a manca;

su la punta del tetto il corvo stride;

per neve il gelso del cortil s´imbianca.

N´hai tedio od ira? Eh, via! non batter l´anca,

né giocondar gli dèi con le tue sfide:

da corruccio serbiam l´anima franca,

sin che il falerno nel bicchier ci ride.

Beviam, candido amico. E poiché l´ora

non si ripiglia, e, come a le colline,

la neve il capo a noi pur anco infiora,

beviam, se non al corvo ed a le brine,

a qualche rosa che ci splende ancora,

mista a le nevi che portiam sul crine.