LXIX

By Giusto de' Conti

Che pensi, cuor di tigre: a che pur guardi

Sdegnosa al cielo; et poi ti volgi a terra?

Cerchi di rinforzar l'aspra mia guerra,

Che sì ti discolori et subito ardi?

So ben che ti lamenti de tuoi sguardi,

Che affatto non mi fan metter sotterra:

Et più di quella man, che il cor m'afferra;

Parendoti il mio fin che venga tardi.

Ma fai qual vuoi di me, crudel, vendetta;

Et premi et pungi il cor da ciascun lato,

Che a te soccorso ancor quest'alma chiede.

Et s'alcun merto alfin per lei si aspetta,

Spero dopo la morte esser beato,

Soffrendo passion per vera fede.