LXIX

By Ludovico Leporeo

Porto gentil, io ti richiamo indarno

Con sospiri animati e pianto interno;

Spregia Sorrento omai, fuggi Salerno,

Abbandona il Sebeto, e lascia il Sarno.

Da che gli astri crudei mi ti involarno,

Mesto girò de la mia vita il perno,

A me la val di Tebro è val d'Averno,

Così lunge da te mi struggo e scarno.

Novo Giasone, affretta il tuo ritorno,

Eolo tranquilli il mar, plachi Volturno,

Prosperi il vento, e rassereni il giorno.

Approda al lido ove regnò Saturno,

Ove abitò Latino, al bel contorno

Ove Enea già rapì Lavinia a Turno.