LXIX

By Luigi Da Porto

Gli occhi e l'orecchie mie fanno al cor guerra,

Vedendo il volto e 'l parlar vostro udendo,

Ché in quel rara beltà chiaro comprendo,

Per questo odo 'l valor che in voi si serra.

L'uno m'inalza e l'altra poi m'atterra,

Ché, udendovi, d'amor speranza prendo;

Schernendo poi me stesso il cor riprendo,

Ché voi veggio alta, e me basso uomo a terra.

Onde il mio cor mai non s'accorda seco,

Ché il veder ghiaccio il fa, l'udir acceso:

Tal sento e scorgo in voi virtù e bellezza.

Meglio era esser quell'ora sordo e cieco,

Che sentendo e mirando restai preso

Dal vostro suon, da la vostra vaghezza.