LXIX
O sospetto che 'n bando
poni ogni altro sospetto,
o sollecito dubbio, o fredda tema,
ché t' avanzi pensando
e cresci nel mio petto
quanto la speme si dilegua e scema?
S' amo bellezza estrema
e reali costumi
e sembianti celesti
e portamenti onesti,
perch' avien che temendo io mi consumi
e che mi strugga e roda,
s' altri l' ammira e loda?
Già difetto non sei
de la gentil mia donna,
ché nulla manca in lei se non pietate;
e temer non dovrei
ch' ove onestà s' indonna
regnasse Amor fra voglie aspre e gelate;
ma la sua gran beltate
ch' altrui sì rasserena
e 'l mio sì picciol merto
mi fa tremante e 'ncerto,
talché sei colpa mia, non sol mia pena,
o cruda Gelosia,
né 'l cor gli affanni oblia.
E me stesso n' accuso
ch' al mio dolor consento
sol per troppo voler, per troppo amare;
e quel c' ha in sen rinchiuso
con cento lumi e cento
scoprire i' bramo, e non sol ciò ch' appare;
luci serene e chiare,
soavi e cari detti,
riso benigno e lieto,
che fa nel più secreto
albergo l' alma fra i celati affetti?
fra gli occulti pensieri,
che vol ch' io tema o speri?
E voi, sospiri accesi,
suoi fedeli messaggi,
a cui ve 'n gite, a cui recate or pace?
Deh, mi fosser palesi
così dolci viaggi
e quel che nel suo cor nasconde e tace.
Oimè, che più le piace
valore o chiara fama
o bella giovanezza
o giovanil bellezza
o più sangue reale onora et ama:
ma se d' amor s' appaga,
forse del nostro è vaga.
E' 'l mio vero et ardente,
e per timor non gela,
né s' estingue per dubbio o per disdegno;
e cresce ne la mente
s' egli si copre e cela,
però sì rade volte ascoso il tegno.
Ben di pietate è degno,
e degni di mercede
sono i pensier miei lassi;
o pur solo io l' amassi
come il mio vivo foco ogni altro eccede,
ché non temerei sempre
in disusate tempre.
Né solo il dolce suono
e l' accorte parole
di chi seco ragione, e i bei sembianti,
ma spesso il lampo e 'l tuono
e l' aura e 'l vento e 'l sole
mi fan geloso, e gli altri divi erranti.
Temo i celesti amanti,
e se ne l' aria i' veggio
o nube vaga o nembo,
dico: “Or le cade in grembo
la ricca pioggia”, e co 'l pensier vaneggio;
e spesso ancor m' adombra
alcuno Eroe ne l' ombra.
Canzon, pria mancherà fiume per verno
che nel mio dubbio core
manchi per gelo Amore.