LXIX

By Auteur inconnu

Siàn soldati bombardieri,

franchi, forti e buon guerrieri.

Nulla vaglion in battaglia,

né galuppi né lor pari:

l’arte nostra gli sbaraglia

e non vaglion lor ripari;

son gettati via i danari

in stradiotti e balestrieri.

Quando getta la bombarda,

si spaventon caporali:

tristo a quel che non si guarda

da’ nostri colpi mortali,

perché son sí forti e tali

fugon fanti e scoppiettieri.

Ritto quando abbiàn l’antenna,

la bombarda solleviàno;

maneggiàlla come penna,

quando il zaffo vi cacciàno;

e di po’ quando scocciàno

fracassiàno mura e ventieri.

faccián tale isbuffatura

che sei palle getta forte:

corre sangue la pianura

per le gente che son morte,

le bastìe e rocche e porte

scretoliàn come bicchieri.

Chi apprezza suo’ paesi,

soldi noi per sua riscosse;

fuggir noi facciam marchesi,

che non vaglion le lor posse:

vuolsen’ empier sol le fosse,

benché c’è chi gli faltieri.