LXV

By Berardino Rota

Ahi ch’io son nulla, e nulla esser mi piace!

Io non son io, né voglio esser più io:

così mi duol l’esser disciolto e mio,

o serva libertà che langue e giace!

Veramente conosco esser fallace

quanto promette il mondo vano e rio;

veramente è la vita un fonte, un rio

che, quanto più sen beve, e più dispiace;

e certo è tal che la mia dolce guerra

mi dice in sonno (o pietà grande e santa!):

«A che pur novo duol sempre t’atterra?

Di farne oltraggio invan morte si vanta;

non ti ramenta che si viene in terra

piangendo, e ch’a l’uscirne il cigno canta?»