LXV

By Giacomo Lubrano

Deliquii giocolieri, estri smarriti

sparge il velen d'infuriati Ragni.

Se mai ti mordon, stupido ne piagni,

o 'l duol ti sveglia a ballarini inviti.

Mentre lancia l'Està fiamme in ruggiti,

forza è che ogn'un languendo arda, e si lagni;

chi scherza a l'ombre, e chi ne' salsi bagni

corre a temprare i tossichi impazziti.

Altri a suoni di tromba, altri di lira,

per dar fughe al dolor, pause a gli affanni,

in più Crisi frenetiche si aggira.

Tali, o Mondo infedel, sono i tuoi inganni:

impiaghi la Ragione, e 'l piè delira:

e con le pèsti al cor danzano gli anni.