LXV

By Giovanni Boccaccio

Se io temo di Baia e il cielo e il mare,

la terra e l'onde e i laghi e le fontane

e le parti domestiche e le strane,

alcun non se ne dee maravigliare.

Quivi s'attende solo a festeggiare

con suoni e canti, e con parole vane

ad inveschiar le menti non ben sane,

o d'amor le vittorie a ragionare.

E havvi Vener sì piena licenza,

che spess'avvien che tal Lucrezia vienvi,

che torna Cleopatra allo suo ostello.

E io lo so, e di quinci ho temenza,

non con la donna mia sì fatti sienvi,

che 'l petto l'aprino e intrinsi in quello.