LXV

By Giovanni Prati

Le rose, gli archi, i colorati vetri,

gli scolpiti guerrier sul pavimento,

i grifoni, le sfingi, e a cento a cento

su lanciati nell´aria i bianchi spetri,

e le frecce, e le guglie, e i gravi e tetri

pinacoli, e de´ bronzi il piagner lento:

tutto è un raggio di sol, tutto è un concento

d´umani sogni e di celesti metri.

O grand´opra di santi e di pittori,

io mi fermo a l´ombrosa ara romita,

dove piange Maria co´ suoi dolori.

E a capo chino, in questo ciel di marmi,

a la Madre del Dio che mi die´ vita

le mie lacrime ardenti offro e i miei carmi.