LXV

By Giuseppe Parini

O anima bizzarra del Burchiello,

che componesti tante belle cose,

sicchè s'odono ancora in versi e in prose

l'eccelse lodi del tuo gran cervello,

deh! volgi da quel seggio aurato e bello,

ove siedi coll'altre alme famose,

volgi, dico, le due luci amorose

a questo nostro poeta novello.

Guatalo bene; e quando che la zanna

della Morte il rapisce al vulgo ignaro,

gli darai la man ritta in sulla scranna.

O per mostrare a certe genti strambe

quanto lo stimi e quanto l'abbi caro,

ti starà bene in mezzo delle gambe.