LXV

By Lorenzo de' Medici

Lascia l'isola tua tanto diletta,

lascia il tuo regno, dilicato e bello,

ciprigna dea, e vien' sopra il ruscello

che bagna la minuta e verde erbetta.

Vieni a quest'ombra, alla dolce auretta

che fa mormoreggiare ogni arbuscello,

a' canti dolci d'amoroso uccello:

questa da te per patria sia eletta.

E, se tu vien' tra queste chiare linfe,

sia teco il tuo amato e caro figlio,

ché qui non si conosce il suo valore.

Togli a Diana le sue caste ninfe,

che sciolte or vanno e sanza alcun periglio,

poco prezzando la virtù d'Amore.