LXV

By Ludovico Leporeo

L'arciero altiero a bersagliar s'adatta

Gli amanti erranti, e sta su la vedetta,

E con stral micidial, con rea saetta

Ne colpisce, ferisce, e poi s'appiatta.

Questo rio cieco dio d'indegna schiatta

Con dui bei rai a darne guai ci alletta,

Gli occhi ne allosca, e 'l cor n'attosca; e infetta

Dove va, dove sta, con chi contratta.

Il core accende, e l'alma rende afflitta,

Da reo martir a tramortir ridotta,

Da mille aspre scintille arsa e sconfitta.

Del bel pigmeo con Briareo fo lotta,

Che con man da lontan non pur mi gitta,

Ma mi dà d'empietà l'ultima botta.